Un nuovo racconto
Aria, acqua, terra

Nel salok conclusivo del Japji Sahib, l’aria è chiamata Guru, l’acqua padre e la terra grande madre. Il giorno e la notte accudiscono il mondo, che gioca nel loro grembo.
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Racconti e tradizioni per immagini
Nella tradizione sikh il servizio verso gli altri ha un significato profondo. Una delle sue espressioni più conosciute è il langar.
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Nel salok conclusivo del Japji Sahib, l’aria è chiamata Guru, l’acqua padre e la terra grande madre. Il giorno e la notte accudiscono il mondo, che gioca nel loro grembo.
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Nel Guru Granth Sahib, in un passo dell’ang 992, il servizio è presentato come parte essenziale della vita spirituale: senza servizio non si raggiunge il frutto, e servire il Signore è descritto come un’azione eccellente. Il versetto parla del servizio religioso; l’immagine del lavoro condiviso nel langar è un’illustrazione contemporanea, non un episodio narrato nel testo.
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Nel Guru Granth Sahib, ang 1245, Guru Nanak parla di chi lavora per procurarsi il cibo e condivide una parte di ciò che possiede. Di una persona così il passo afferma che riconosce la via. Il versetto non narra la storia di un artigiano particolare: l’immagine del lavoro e della condivisione ne è un’illustrazione contemporanea.
Leggi il racconto completoIn molti gurdwara, i luoghi di culto sikh, viene preparato un pasto aperto a chiunque voglia partecipare.
Si cucina, si serve e si pulisce grazie al lavoro volontario delle persone della comunità. Chi arriva può sedersi e condividere il cibo, indipendentemente dalla propria provenienza o religione.
Questa pratica è legata ai valori di uguaglianza e servizio, spesso indicato con il termine seva. Non è una semplice tradizione gastronomica.